Ieri primo triathlon olimpico della stagione a Caldaro, piccolo paese situato sulla Strada dei Vini a Bolzano.
La giornata si preannuncia dura sin dal mattino, pioggia e freddo infatti ci accompagneranno per tutto il giorno. Il viaggio è lungo, e dopo 4h di auto arrivo con Francesca sul luogo della gara. La pioggia intanto si intensifica ed una fitta nebbia cala sul lago. Ci prepariamo per la partenza che viene data alle 14:00 per le donne. Il nuoto, con muta obbligatoria, si svolge nel piccolo lago di Caldaro: Classico percorso a triangolo con due boe rosse invisibili a causa della nebbia e della mancanza di luce. Proprio per questo all'ultimo secondo cerco di rimediare cambiando gli occhialini da nuoto specchiati che uso in acque libere con un paio di svedesi con lenti bianche (ma non è cambiato molto..).
Finalmente partono le donne.
Mentre attendo il via della mia gara riesco a vedere Francesca che prende la testa della gara e la mantiene fino alla prima boa per poi mettersi in scia ad una ragazza tedesca che sarà poi la vincitrice della gara. Le due escono dall'acqua insieme con circa 2 minuti sulla terza ed un vantaggio enorme sulle inseguitrici (circa 5-6 minuti ). Ancora una volta Francesca riesce con un nuoto spettacolare ad assicurarsi un ottimo piazzamento finale. Il percorso in bici prevede 3 giri di 13 km con una salita di 2500m subito dopo il via. Sulla prima salita un salto di catena costringe Francesca a cedere la testa della corsa ma il percorso scorrevole si adatta bene alle sue caratteristiche. Inizia così la frazione di corsa che vede le prime due ragazze andare via sicure del podio mentre Francesca tiene duro per un'ottima terza posizione finale.
Alle 14:15 parte la mia gara.
Scelgo il lato sinistro del fronte di partenza. Riesco quindi a tirarmi fuori dalla mischia senza prendere troppi colpi. Nonostante questo, però, la scelta non risulterà per niente felice perchè tutti i migliori partono alla mia destra ed io, respirando dalla parte opposta, non riesco a vederli. Dopo 200m alzando la testa per cercare la boa vedo il primo gruppo più avanti ben formato. Tra me e loro ormai si è creato un buco impossibile da ricucire. Proseguo quindi da solo guidando il secondo gruppetto che sento ai miei piedi. Fino alla prima boa dei 500m ho cattive sensazioni e non rieco a rompere il fiato, le cose migliorano un pò alla fine ma il distacco dal primo gruppo è davvero pesante (circa 2 minuti e mezzo) anche se la 13° posizione non è poi così male. Improvvisamente sono tornato ai livelli di oltre 2 anni fa nel nuoto senza riuscire a spiegarmi il perchè visto che in allenamento le cose stanno andando bene.
Comunque continuo la gara e con un cambio veloce guadagno qualcosa sugli inseguitori. Questo mi permette di affrontare la prima salita con passo tranquillo. Al termine della discesa si forma un gruppetto di 4-5 atleti che collaborano abbastanza bene nel tratto di pianura. Il freddo non mi dà particolari problemi ed in bici mi sento molto bene. Le condizioni atmosferiche sono invece difficili. La pioggia cade sempre più forte ed io non riesco a vedere molto a causa dell'acqua sugli occhiali (senza era anche peggio!). Inoltre i pattini non fanno attrito sulle ruote, quindi sono praticamente senza freni. Per questo penso al ritiro ma la buona condizione in bici mi spinge a proseguire. Inizia il secondo giro e sulla salita i due austriaci che pedalavano con me scattano. Io li seguo talmente da vicino che ne tampono uno senza vedere ancora nulla per l'acqua che avevo sul volto. Cado rovinosamente a terra anche se cerco subito di rialzarmi per rientrare. Purtoppo la botta presa al bacino è forte e sono costretto a rimanere un pò a terra. Voglio però continuare quindi risalgo in qualche modo sulla bici. Arriva da dietro un gruppetto e finisco con loro la frazione.
Inizio i 10 km finali di corsa previsti su 3 giri da 3300m. La gamba mi fà veramente male e non mi permette di allungare il passo come vorrei. I problemi maggiori li ho in discesa e nelle curve verso sinistra dove devo rimanere in appoggio sulla gamba ferita. Il pubblico tedesco però è davvero caloroso e quando mi vede passare tutto insanguinato, e con il costume rotto, si esalta applaudendomi rumorosamente..All'ultimo giro il dolore cala leggermente e posso spingere un pò di più. Concludo senza troppa fatica decimo con un buon tempo di corsa (36 minuti). Probabilmente non potendo spingere al massimo di corsa sono arrivato abbastanza fresco all'arrivo.
Mi toccherà attendere ancora per avere qualche riscontro in un olimpico. Ieri troppe cose sono andate storte per capire la mia condizione attuale. Comunque spero che le cose vadano meglio in futuro in gara perchè non credo di valere questi risultati con la preparazione che ho quest'anno. L'unica cosa che non mi spiegherò è come ho fatto a nuotare così piano. Per fortuna tornerò a gareggiare presto su percorsi più adatti a me, in modo da dimenticare questa gara indecifrabile sul profilo delle prestazioni. Oggi il racconto è stato più lungo del solito visto che le ferite mi costringono a rinunciare agli allenamenti. Domani penso però di riprendere regolarmente almeno nuoto e bici.
ciao ciao,
alessandro
Classifica Femminile
1. Forstner Renate (Ger)
2. Laposi Katalin (Hun)
3. Rossi Francesca
Classifica Maschile
1. Ritter Christian (Ger)
2. Rendes Csaba (Hun)
3. Ballerini Leonardo
10. Ussi Alessandro
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