L'ordine di partenza in base al rank mette un pò di ordine nella
consueta bolgia dello start del campionato italiano, anche se questo
non ci evita la solita dose di pugni e calci.. Io ho il pettorale
numero 18 e quindi posso schierarmi in prima fila.
Dopo il tuffo cerco
di seguire la scia di Belandi (Fiamme azzurre) che è alla mia sinistra.
Il ritmo è alto ma trovandomi in mezzo al gruppo le braccia girano da
sole. La prima boa è come sempre determinante per avere una buona
posizione, non importa quanto sia distante, fino a lì è un lungo
sprint. Capisco di trovarmi come sempre in coda al gruppo principale,
quindi cerco di rimanere concentrato e di non perdere nemmeno un metro
che in questo momento della gara potrebbe compromettere tutto.
Usciamo dall'acqua tutti molto vicini, oltre 40 atleti in 40''. I
primi chilometri di bici sono tiratissimi, le gambe bruciano, fanno
male e l'acido lattico si accumula. Dopo 6 km rientriamo sul secondo
gruppo che diventa molto numeroso. Avremmo la possibilità di rientrare
anche sulla fuga di 8 atleti che ci precede ma stranamente ci
blocchiamo e la gara si fa molto tattica. In gruppo con me ci sono i
Carabinieri D'aquino e Hofer , le Fiamme azzurre con Belandi e Ascenzi,
la polizia con Brustolon e Quintavalle e l'esercito con Roveda e
Fiorentini ma non troviamo molto accordo.
Scendiamo con 1'.30'' dai primi 8 ma ho sempre la possibilità di
ottenere un buon piazzamento. Purtroppo però la mia frazione di corsa
su cui puntavo molto prima della gara è deludente. Sul terreno sterrato
e sconnesso del percorso di Gaggiano non riesco proprio a spingere
scivolando ad ogni passo. Finisco così 26° buttando via un'occasione
che probabilmente non mi ricapiterà più.
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